martedì 25 ottobre 2011

Le Istituzioni della Roma repubblicana


Dopo la fine dell'età regia (510/509 a.C.), a Roma il potere era diviso fra tre organismi: il senato, i comizi (cioè le assemblee popolari) e le magistrature (cioè le cariche pubbliche).

Il senato

I senatori (ossia gli «anziani», da senex, anche detti patres, «i padri») venivano dai censori tra i magistrati elettivi usciti di carica ed esercitavano a vita il loro mandato. Erano in numero di 300 nell'età più antica, poi di 600, e sotto Cesare arrivarono a 900. Loro sede era la curia, nel Foro romano. Il senato era l'istituzione centrale dello Stato. Vi dominavano i grandi proprietari dell'aristocrazia terriera, cui si aggiunsero poi i senatori di origine plebea (donde la formula complessiva di patres conscripti). Il senato disponeva delle finanze statali, amministrava il territorio demaniale, veniva consultato su tutte le questioni più importanti, decideva della pace e della guerra ed emetteva il senatusconsultum ultimum, con cui nei momenti di grave pericolo si investivano i consoli di poteri dittatoriali per la difesa comune. Durante l'impero il senato vide contrarsi le sue prerogative a una funzione puramente consultiva, limitandosi in sostanza a confermare le decisioni già assunte dal principe, che presiedeva l'assemblea e, in veste di censore, ne controllava i membri.

I comizi

Per eleggere i magistrati maggiori o per votare una legge, si riunivano nel Campo Marzio i comizi centuriati, nei quali i cittadini-soldati erano divisi, in base al censo, in cinque classi e ogni classe in centurie, che fornivano gli effettivi dell'esercito e gli elettori dei comizi stessi.

Il principale organo legislativo della repubblica divennero invece i comizi tributi, detti cosi perché in essi i cittadini (tutti quanti) si dividevano per tribù in base alla residenza (dalle 3 originarie tribù etniche dei Titienses, Ramnenses e Luceres, si passò, nel IV secolo a.C., a 35 distretti territoriali). I comizi tributi, inoltre, eleggevano edili e questori.

Le magistrature maggiori

I magistrati (ossia coloro che ricoprivano una carica pubblica) avevano complessivamente poteri molto ampi, che esercitavano però soltanto per un anno e con uno o più colleghi. Le magistrature maggiori, dette curuli o cum imperio, erano il consolato, la pretura e la censura.

I due consoli, in età repubblicana, costituivano l'organo esecutivo del governo senatorio, cui erano sottoposti gli altri magistrati ad eccezione dei tribuni della plebe; entravano in carica il 1° gennaio di ogni anno (e da essi l'anno prendeva nome), amministravano tutti gli affari interni ed esterni, convocavano i comizi e il senato, e in tempo di guerra detenevano il supremo comando dell'esercito. In pubblico, i consoli erano preceduti da 12 littori con i fasces (fasci di verghe legati a una scure, simbolo del potere consolare insieme alla toga praetexta e alla sella curulis). A partire da Tiberio, la carica di console divenne puramente onorifica.

I pretori (arrivati al numero di 8 sotto Silla) amministravano la giustizia e avevano 6 littori.
Consoli e pretori, allo scadere della carica, venivano inviati dal senato a governare con pieni poteri una provincia in qualità di proconsoli e propretori.

I due censori sovrintendevano ai censimenti, controllavano le proprietà e la condotta dei cittadini e sceglievano i senatori (lectio senatus), con facoltà di rimuovere dal loro rango probri causa quelli che se ne fossero mostrati indegni.

Una magistratura straordinaria era la dittatura. Il dittatore veniva nominato da un console per un periodo di sei mesi, quando una situazione bellica di grave pericolo richiedesse che tutti i poteri fossero temporaneamente concentrati in una sola persona. Al dittatore spettavano 24 littori.

 Le magistrature minori

Gli edili (due curuli e due della plebe) avevano compiti di polizia e si occupavano dell'annona e del commercio, degli archivi e dei giochi pubblici.

I questori (due in origine, moltiplicatisi in seguito) amministravano il pubblico erario, riscuotevano le imposte e provvedevano alle spese dell'esercito.

I tribuni della plebe

I tribuni della plebe (in numero di dieci) non erano propriamente dei magistrati, ma i rappresentanti e difensori (inviolabili) dei plebei, da cui venivano eletti nei concilia plebis, interdetti ai patrizi. Istituiti fin dagli inizi del V secolo a.C., potevano opporsi mediante il diritto di veto a qualunque decisione dei consoli o del senato che ritenessero lesiva della loro classe sociale.

sabato 22 ottobre 2011

Sintesi di storia del teatro


-          Teatro greco
Il teatro era gratuito.
Commedia: pubblico medio-basso.
Tragedia: pubblico colto (nobili, ricchi). Il pubblico doveva riflettere sulle problematiche della vita.
Il coro aveva un ruolo importante, faceva da coreografia alla scena principale. Andando avanti, il coro, cantava le parti più importanti della tragedia (ulteriori motivi di riflessione).
-          Teatro latino
I romani hanno preferito la commedia perché era un passatempo gradito sia nel ceto basso che nell’alto. Alcuni nobili gradiscono la tragedia che poteva essere utilizzata per acquisire gradimento e voti. Il teatro diventa una forma di propaganda. La tragedia è meno gradita anche a causa della mancanza di spazio con la conseguente eliminazione del coro.
-          Teatro del 500/700
Si dà un’attenta analisi della società (vita reale soprattutto nella commedia), la commedia viene gradita maggiormente a causa del basso livello culturale. Le manifestazioni laiche erano inizialmente fatte solo in occasione di feste. Lo stato approva il teatro e paga delle compagnie sempre per avere nuovi voti. Il teatro entra a far parte della società. Inizialmente è gratis ma poi viene introdotto il biglietto. In Italia il teatro ha importanza ma mancano importanti autori. A teatro vanno i ricchi e le persone con cultura medio-bassa.
La tragedia viene apprezzata perché permetteva riflessioni mentre le commedie vengono criticate perché ricche di parolacce e la Chiesa non lo permetteva. Ciò che si vede a teatro condiziona le azioni dei ricchi che assumono “atteggiamenti” teatrali.
Dramma pastorale: vicenda amorosa con molte difficoltà che finisce felicemente. La vicenda si svolge in un ambiente naturale senza problemi
Fra 500 e 600 la tragedia non si rappresenta ma si scrive e diventa un patrimonio dei ricchi letterati. 
La commedia ha una grande fascia di pubblico, è simile alla commedia dell’arte.
Melodramma: creare una trattazione drammatica con lieto fine su un accompagnamento musicale. Può essere una storia d’amore, una scelta politica o altro…
Monteverdi era un librettista, scriveva la traccia dell’opera (l’Orfeo e l’Arianna).
-          Commedia dell’arte
1)Commedia dell’arte antica: i personaggi venivano chiamati tipi e improvvisavano. Invertivano i ruoli per far ridere il pubblico (servo).
Schema: Traccia – Evoluzione della vicenda – Fine
2)Commedia dell’arte nuova: arte perché è una rappresentazione della vita e una proposta di essere artista. Prendere la vita osservata e portarla sulla scena attraverso le mie capacità. Gli attori sono professionisti e vengono pagati. I teatri vengono pagati per andare nelle corti a fare gli spettacoli.
La prima compagnia di professionisti veniva da Padova (La commedia degli Zanni). Recitavano anche donne libere che si erano già occupate di cultura e di arte (vita mondana). Una regola per la commedia dell’arte era che nel dialogo emergesse il litigio creando uno stato di tensione facendo anche ridere. Nella nuova commedia ci sono ancora i tipi e c’è l’uso delle maschere (Arlecchino). Gli innamorati (tipi) non avevano nome e parlavano italiano. Le maschere parlano nel loro dialetto di origine (Arlecchino veneziano).
Canovaccio – traccia: attegiamenti da assumere, cosa deve fare l’attore, attegiamenti, gesti, movimenti.
Il pubblico della commedia dell’arte è borghese e non aristocratico, vuole divertirsi. La commedia rimarrà legata all’improvvisazione fino a Metastasio e Goldoni. Dalla capacità di improvvisazione si capisce la bravura degli attori.
Il teatro negli altri paesi europei è diverso rispetto all’Italia.
-          Teatro spagnolo
Ha facilitato l’unità nazionale. Tratta di argomenti per tutti. Veniva proposto in caso di feste (laiche e religiose) e mostrava scene di vita quotidiana. Nelle corti venivano rappresentate anche tragedie.
Il testro è stato un motivo per unire la nazione. Un argomento sfruttato poteva essere la storia, in questo modo si faceva riflettere il pubblico su ciò che era successo in precedenza e sul quotidiano. Storia antica e contemoranea.
-          Il teatro barocco (scenografia)
Era consistente anche per la commedia dell’arte. Dal 600 e 700 esistevano già teatri importanti e le opere prescelte erano la commedia e il melodramma. Nel melodramma si dava poca importanza al testo per ascoltare la musica e osservare la scenografia. Vengono costruiti nuovi teatri. In Italia andare a teatro era diventata una moda soprattutto per i nobili.
Scenografia: in Italia è molto considerata e non si potevano fare spettacoli dove non c’erano scenari. Andando avanti vengono costruiti scenari mobili che venivano alzati o abbassati con dei cavi. Torelli fu il primo degli scenografi.
-          L’organizzazione professionale del lavoro teatrale nel 600.
Il teatro poteva essere considerato come un attività commerciale (biglietto). Il teatro S. Cassiano a Venezia è stato il primo a pagamento. Venezia, che era in un momento economico buio, ha investito nei teatri comprandone e sfruttandone i guadagni. Nasce la figura dell’impresario che segue la parte finanziaria ed amministrativa. Le commedie diventano un abitudine e non vengono fatte solo in occasione di feste.
All’inizio del 700 il teatro italiano viene declassato, il pubblico diventa il critico della rappresentazione e beffeggia gli attori. Questi si difendevano lanciano oggetti al pubblico. Dopo episodi come questi si è sentito il bisogno di cambiare.
-          Riforme del teatro del 700
Metastasio: (melodrammi pastorali). Voleva far riappacificare attori e pubblico. Il teatro aveva caratteristiche morali e civili. Si andava a teatro per imparare qualcosa: Funzione Educativa.
Goldoni: (commedia dell’arte). Le commedie devono essere significative e prima scritte. Il testo deve essere recitato totalmente senza fare cambiamenti.
-          Shakespeare
W. S. si forma in un ambiente economico, la sua famiglia si occupa della gestione di grandi fattorie inglesi. Frequenta la “grammar school” e si avvicina alle materie umanictiche, molto importante il latino. Aveva una predisposizione per l’ambito teatrale (la sua prima opera è stata “Enrico VI”). Con le sue risorse e la sua eredità aveva acquistato uno dei più importanti teatri londinesi (Globe Theatre). Questo diventa un pretesto per scrivere delle opere, ha scritto anche molti sonetti dedicati all’amore, le sue opere iniziano ad avere successo. Tra il1600 e il1606 Shakespeare scrive le sue migliori tragedie: Amleto, Otello…
La tragedia lo porta a formare la tragedia dark: votata al pessimismo e all’orrore. Ha scritto anche molte commedie che poi ha trasformato in spettacoli come la “Commedia degli ecquivoci o degli errori” (scambi di persona), che è stata ripresa dalla tradizione latina.
Ci sono stati anche romanzi trasportati in scena e S. aveva una passione per quelle ambientate in Italia. La prima tragedia fu “Romeo e Giulietta”, S. aveva letto dei testi italiani e prendendone spunto li ha rielaborati dando il tono della tragedia. Dalla letteratura latina ha preso il senso del macabro da Seneca con la differenza che Seneca scriveva le scene macabre senza rappresentarle  mentre S. faceva vedere ogni piccolo particolare: morte di qualcuno…
In una seconda fase S. scrive quattro grandissime tragedie: Amleto, Otello, Re Lear e Macbeth.
Nel “Re Lear” si nota come la tragedia diventa dark e non lascia nessuna speranza per i protagonisti che sembrano già segnati dall’inizio. (Pessimismo nell’esistenza dell’uomo). In “Macbeth” c’è ancora una negatività maggiore, la scena è scura e grigia senza mai un colore, nemmeno nei vestiti degli attori, la morte arriva all’improvviso quando non la si aspetta.
-          Amleto
Ha una struttura composita, più volte rivisitata, lunga tragedia in 5 atti. La storia riguarda poche immagini della realtà e molte fantasiose, viene ambientata in Danimarca con una vicenda complessa. Il castello è un ambiente tetro, senza speranza. Questo perché ci si trova in un periodo storico con molte crisi sociali, in cui l’uomo si mette in discussione, analizza le sue capacità e la sua fede.
Prima fase: Amleto incontra il fantasma del padre che gli chiede vendetta, amleto promette di vendicare la morte del padre e si finge pazzo con la conseguente preoccupazione di chi gli stà vicino. Ofelia viene trattata male in modo ingiustificato.
Seconda fase: Amleto fa ricreare sulla scena come è morto il padre (Metateatro) in una rappresentazione teatrale. Lo zio si sente scoperto e dichiara di aver compiuto l’omicidio. Da questo momento le scene portano alla luce l’odio e la vendetta.
Terza fase: Polonio, padre di ofelia, viene scambiato per il re e viene ucciso perché ascoltava un discorso tra Amleto e Ofelia.  Ofelia morirà di pazzia.
Quarta fase: Amleto scopre che Ofelia è morta, scontro tra Amleto e il fratello di Ofelia, duello con spade avvelenate e vini avvelenati, mezzi di inganno per uccidere le persone. Amleto muore e arriva il principe di Norvegia che diventerà nuovo re di Danimarca, la vicenda si chiude come se non fosse accaduto nulla, tutto ritorna come prima e la vita ricomincia.
-          Il teatro del grand siècle in Francia
In Francia la situazione non era sviuluppata come in Inghilterra e in Spagna, a Parigi c’era un solo teatro, l’Hotel de Bourgogne, essendo l’unico era frequentato da borghesia e stati popolari, altre rappresentazioni si facevano saltuariamente a corte o nei palazzia aristocratici.
Questo ritardo viene colmato a partire dal terzo decennio del secolo, quando re Luigi 13 autorizza i “Commedianti del re” a formare una compagnia stabile, il pubblico comincia a cambiare: oltre ai borghesi e popolani ora lo frequentano anche i nobili, richiedendo agli autori maggiore versatilità e maggiore impegno culturale, ideologico e politico. Il teatro tragico era essenzialmente letterario con testi concepiti più per la lettura.
-          Corneille
Il fondatore del teatro francese fu Pierre Corneille che dette un’impronta rigorossamente classicista, C. appare assai sensibile al tema dell’autorità del sovrano e della necessari subordinazione delle volontà singole a quella del re, è molto affascinato dagli spirito forti, i grandi individui dotati di energia e di superiore volontà e che per questo riescono ad imporre il dominio della ragione sulla spinta disordinata delle passioni. I personaggi di C. conoscono l’incertezza e l’urto di passioni contrastanti come il senso del dovere e quello dell’amore e dei sentimenti che si scontrano in loro dolorosamente e drammaticamente. Il capolavoro di C. è il Cid che non è una tragedia ma una tragicommedia perché il protagonista non muore e c’è un finale positivo, l’argomento è tratto dalle vicende epiche dell’eroe spagnolo Cid. Il dramma sta in equilibrio tra spinte diverse: da un lato è un’opera politica e didattica, che esalta la monarchia, la sua capacità di amministrare lo Stato e la giustizia, il senso dell’onore, le virtù eroiche e cavalleresche, il rispetto della legge e del dovere; dall’altro mette in scena una reale irresolutezza fra stati d’animo diversi, in cui la passione d’amore ha un ruolo ancora antagonistico.

Storia della critica letteraria

Profilo schematico di storia della critica.
Da: Microsaggio 1, Baldi, Giusso, Razetti, Zaccaria, Dal testo alla storia Dalla storia al testo, vol I, pgg. 33-45.


1.     Letteratura e storia della critica.

Occorre considerare storicamente i discorsi della critica e capire i presupposti su cui si basano, per comprendere natura e qualità dei singoli giudizi.


2.     Autonomia ed eteronomia dell’arte.
Autonomia = letteratura come fatto a se stante;
Eteronomia = letteratura come fatto dipendente da altri fattori (psicologia dell’autore, condizioni storiche).

3.     Francesco De Sanctis (1817/1833).
= autonomia dell’arte. Saggi critici e Nuovi s.c. 1866 e 1872. = concetti di forma e contenuto = la forma non è a priori, ma è generata dal contenuto.

4.     La critica positivistica e il “metodo storico”.
Sottoporre la letteratura ad una interpretazione di tipo meccanicistico e deterministico = opera conseguenza necessaria delle circostanze (Taine: race, moment, milieu). In Italia = metodo storico = analisi aspetti filologici, individuazione delle fonti di un testo letterario (privilegiando la ricerca dei documenti e l’impegno erudito).

5.     Benedetto Croce (1866/1952).
Rovesciamento delle posizioni positivistiche. Definita come categoria autonoma della vita dello spirito, l’arte ha come fine la conoscenza dell’individuale e il suo mondo è costituito da “immagini” o “intuizioni pure a priori”.  A priori perché la loro essenza si realizza prima e al di fuori d'ogni spiegazione concettuale; pure in quanto separate dalle altre forme della vita dello spirito (logica, economia, etica). Il linguaggio si risolve nel significato estetico e l’arte non può essere spiegata al di fuori di se stessa.
Vedi ancora: poesia e non poesia, struttura.
Accuse: frammentarismo.

6.     Critica idealistica e critica storica.
Basata sull’estetica crociana, pur con ulteriori distinzioni (vedi G. Gentile, 1875-1944), si ha un ritorno delle storie letterarie: Eugenio Donadoni (1870-1924), Attilio Momigliano (1883-1952), F. Flora (1891-1962), N. Sapegno (1901-1990). L. Russo (1892-1961) si richiama a Gentile e al De Sanctis dell’impegno politico e insiste sulla concretezza storico-culturale dell’attività culturale. M. Fubini (1900-1977) ha integrato la formazione crociana con l’interesse per i problemi dello stile e lo studio delle forme metriche.

Esercizio di grammatica n.2

  Esegui sul tuo quaderno l'analisi logica


Teti[1], la divina madre[2] di Achille[3], riteneva[4] impuri[5] i figli[6] che[7] aveva avuto[8] con Peleo[9]; per questo motivo[10], a purificazione[11] della loro natura[12], li[13] faceva passare[14] tra le fiamme[15]: ma in questo modo[16] finivano[17] tutti[18] arrostiti[19].

Esercizio di grammatica n.1

 Svolgi sul quaderno questo esercizio.

Riconosci i verbi transitivi e intransitivi.
                                                                    
1.     Quell’albero risulta malato                         T□                I
2.     Sembrava gelosa                                       T□                I□      
3.     Lo scacchista muove il cavallo                   T□                I
4.     I Titani sono intrappolati nel Tartaro           T□                I
5.     Si addice a noi l’onestà!                             T□                I
6.     Sotto la quercia spuntano i Mirmidoni         T□                I